IL PRISMA

ASSOCIAZIONE per bambini e ragazzi con disturbi nell'età Evolutiva


E’ di fondamentale importanza, per la riuscita di un buon programma educativo-abilitativo, conoscere in modo approfondito le caratteristiche che fanno parte dei disturbi generalizzati dello sviluppo (spettro autistico).

La non conoscenza di questa particolare neurodiversità porta ad una osservazione e ad un giudizio del bambino con autismo basati su un confronto con i bambini neurotipici che non è adatto.

Questo porta a considerare in modo errato alcuni comportamenti che, nel bambino neurotipico denotano, ad esempio, noia, mancanza di motivazione o oppositività, mentre in un quadro di spettro autistico sono caratteristici della neurodiversità stessa: non è noia o mancanza di motivazione, ma forse è confusione, è il non saper dare rilevanza alle cose importanti per la risoluzione del compito, è difficoltà di integrare più informazioni contemporaneamente; oppure non è oppositività, ma è comunicarci che provano frustrazione per non saper eseguire il compito, che non riescono a capire le nostre richieste; oppure non è mancanza di memoria e “fare il furbo”, ma è difficoltà a tenere a mente degli elementi da ricordare, posti in una modalità che appartiene a noi e non a loro.

Gli esempi possono essere fatti all’infinito, ciò che è importante sapere è che per capire bene la neurodiversità non ci si può solo affidare a professionisti esperti (cosa che comunque è importante), ma bisogna leggere più libri possibile, anche esperienziali, confrontarsi, incontrare persone neurodiverse... in poche parole bisogna uscire da noi stessi e mettersi nei loro panni.

La mancanza di una conoscenza in questo senso potrebbe portare molta sofferenza e frustrazione non solo al bambino nello spettro autistico, ma anche ad insegnanti, genitori e operatori, generando un clima non adeguato dove “l’affidarsi” diventa impossibile.

Gli adulti non possono permettersi di sentirsi frustrati o irritati perché sono per questi bambini importantissimi e fondamentali, una risorsa, per l’aiuto che sono chiamati a dare ai bambini che incontrano sulla loro strada.

Solo per fare un esempio, è importante sapere che è stato dimostrato e comprovato che la modalità di apprendimento basata solo sul linguaggio non è adeguata a questi bambini. Temple Grandin, ingeniere americano e affetta da autismo, descrive le sue difficoltà nella comprensione e nella ritenzione in memoria delle parole, e afferma che lei non possiede una memoria basata sul linguaggio, ma su ricordi visivi (Grandin, 2001).

E' ormai appurato, infatti, il modo di processare le informazioni provenienti dal mondo esterno nell’autismo funzioni in maniera diversa.

Se si vuole veramente insegnare qualcosa a questi bambini, che riguardi non solo le abilità cognitive ma anche quelle sociali, non basta conoscere il “buon insegnamento”, non basta conoscere le varie tecniche di intervento, ma è indispensabile conoscere le caratteristiche di tutto lo spettro autistico, e sapere in quali comportamenti si potrebbero tradurre.

(a cura della dr.ssa Paola Romitelli)